Flatlandia tra geometria e realtà – Trama Completa

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Flatlandia tra geometria e realtà
Flatlandia tra geometria e realtà , recensione completa

Flatlandia tra geometria e realtà

Ecco un nuovo vecchio libro edito da Adelphi che molti matematici conoscono già. La realtà del mondo Flatlandese è straordinariamente vicina alla nostra come lo sono gli esempi riportati nel libro di “cecità culturale” come la diffidenza in ciò che va oltre a noi ed al nostro essere.

Consiglio il libro a tutti gli appassionati di matematica ma anche a coloro che non la amano: la storia raccontata è un qualcosa di molto attuale. Non aspettate a leggerlo!

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Trama

Ecco il nostro Quadrato che si destreggia nella vita quotidiana della Flatlandia, il mondo a due dimensioni, ove tutti gli abitanti sono figure geometriche il cui livello d’intelligenza è tanto maggiore quanto maggiore è il numero dei loro lati e “l’ottusità” dei loro angoli. Una vastità di figure: triangoli, quadrati, pentagoni… che si spostano su e giù nel loro piatto mondo, quello che per loro è il “tutto”, con l’ascesa sociale della propria famiglia come unica aspirazione collettiva. Il numero dei lati, infatti, è il motore della continua lotta all’interno della società flatlandese. Per fortuna, però, il numero degli stessi è destinato ad aumentare di genitori in figlio parallelamente al livello d’ intelligenza e quindi alla possibilità di svolgere un lavoro di maggior prestigio e di accedere ad un’istruzione più completa. Anche la condizione delle donne è critica: si vedono ridotte ad un’unica linea senz’angoli e priva dunque d’intelligenza razionale, che lascia il posto al solo pathos e al sentimento. Non è da trascurare la pericolosità delle stesse che, munite della loro punta, potrebbero benvolentieri generare stragi uccidendo e infilzando altri concittadini. Meno male che esiste la “Legge della Compensazione” che, appunto, dona alle donne e alle figure (considerate) inferiori un cervello altrettanto inferiore che le priva della capacità di ribellarsi e di utilizzare la fatale punta in modo improprio!
Nella società flatlandese la figura di massima autorità è il Grande Circolo, al quale si attribuiscono per cortesia diecimila lati e che, in quanto capo supremo, custodisce i maggiori segreti di stato, compresa la ricetta per la fabbricazione del colore (che ha occupato un grande capitolo della storia).
Nella seconda parte del libro il nostro quadrato ci porta a conoscenza di una sua visione su un altro fantastico mondo: Linelandia, il pianeta ad una sola dimensione. Intraprendendo un lungo dialogo con il Re Linea, egli cerca di convincerlo della bidimensionalità dello spazio… senza risultato. Peccato che il fatto di aver avuto la visione e di aver esperito un rifiuto da parte del Re di Linelandia non aiuti il nostro protagonista ad accogliere a sua volta il “Vangelo delle Tre Dimensioni”, annunciatogli da una Sfera giunta in Flatlandia dalla Spacelandia, alle cui ovvie rivelazioni in termini geometrici egli risulta ostile quanto il re Linelandese. Solo una memorabile escursione guidata dalla Sfera nella Spacelandia potrà mutargli il pensiero. Il quadrato diventa quindi un “apostolo” della tridimensionalità, motivo per il quale verrà arrestato e sottoposto a giudizio del Grande Circolo, il quale lo condannerà al carcere a vita.
In conclusione la figura riflette sulle sue esperienze geometriche e, attraverso un ragionamento indotto da un precedente dialogo con la Sfera, arriva alla formulazione dell’ipotesi che possa esistere una quarta dimensione “in stretto accordo con l’analogia”, e poi una quinta…
E’ questa l’ipotesi a cui la Sfera tridimesionale era risultata ostile quanto il quadrato bidimensionale e il re monodimensionale della Linelandia.

Opinione personale – Flatlandia tra geometria e realtà

Lo stile di scrittura, che reputo affascinante, e la storia/situazione descritta, che si presta a più interpretazioni, rendono Flatlandia un libro piuttosto particolare e apprezzabile. L’ostilità che prima il Re della Linelandia, poi il nostro Quadrato flatlandese e la Sfera “spacelandese” ed infine la Pointlandia hanno dimostrato nei confronti delle rivelazioni, ci induce a riflettere. Penso che simili situazioni di ‘cecità’, anche culturale, si verifichino nella vita di tutti i giorni. Il libro mi è quindi piaciuto, anche se il suo stile, per quanto fascinoso, risulta sempre piuttosto antiquato e rende una lettura di questo tipo per forza di cose occasionale e non completamente godibile.

Grazie per aver letto “Flatlandia tra geometria e realtà”

(Recensione elaborata e scritta da Giulio P.)

 

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